Btp Italia ottobre 2014-2020 – investire con i tassi al minimo?

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Da oggi, lunedì 20 ottobre fino a mercoledì 22 ottobre 2014, sarà possibile sottoscrivere la seconda e ultima emissione del Btp Italia, il titolo di stato italiano indicizzato all’inflazione nazionale.

Non ci sono particolari novità rispetto all’edizione precedente di aprile, salvo alcune modifiche nel processo di collocamento ai grandi investitori istituzionali.
E’ confermata quindi la nuova durata di 6 anni (rispetto ai 4 anni delle prime edizioni) con cedole semestrali indicizzate al tasso di Inflazione italiana Foi (Indice famiglie di operai e impiegati), rimborso unico a scadenza e premio fedeltà dello 0,4% per chi acquista al collocamento e mantiene il titolo fino a scadenza.

La sottoscrizione può essere fatta direttamente online tramite i servizi online di Banche e Bancoposta, oppure in filiale e alle Poste. Non si pagano commissioni per il collocamento, il codice Isin da ricercare è IT0005058901.

 

Rendimento nuovo Btp Italia

Venerdì scorso è stato fissato il tasso di interesse lordo base pari all’1,15%, un tasso in netta discesa rispetto all’1,65% di aprile e addirittura inferiore di un punto percentuale rispetto al Btp Italia di un anno fa che pur aveva una durata più breve (4 anni).
Il tasso annunciato rispecchia le aspettative di una settimana fa ma sembra non aver tenuto conto della volatilità dell’ultima settimana che ha riportato lo spread Btp-Bund a livelli vicini a 200 punti base. Anche se lo spread si è poi calmierato negli ultimi due giorni di mercato, il tasso base offerto è sicuramente inferiore alla situazione di mercato, tanto è che tutti i Btp Italia negoziati in Borsa hanno avuto uno scatto verso l’alto non appena comunicato il tasso base del nuovo collocamento.

Occorrerà ora vedere cosa succederà in questa settimana, se tornerà completamente il sereno sui mercati finanziari o permarranno situazioni di turbolenza. In questo ultimo caso è probabile che il Tesoro dovrà rivedere al rialzo il tasso minimo proposto, sempre che tenga fede al principio di fissare tassi in linea con il mercato.

La realtà però è che il Btp Italia verrà probabilmente accolto ancora favorevolmente dai piccoli risparmiatori italiani, che non sanno ormai più dove investire in un quadro di tassi di interesse ai minimi storici e alta tassazione. Solo pochi investitori più specializzati e gli istituzionali (eccetto assicurazioni e fondi pensione) potrebbero rimanere questa volta alla finestra.

Con l’inflazione e i tassi di interesse al minimo storico però il rischio è di rimanere incastrati in un titolo che offre poco più dell’1% netto (senza considerare il costo del bollo) per 6 anni, in  una situazione in cui si è appena dimostrato come basti poco per tornare a livelli di spread più alti che spingerebbero il titolo sotto il valore di collocamento.  Il dubbio ora quindi non è solo se il Btp Italia convenga alla luce dei rendimenti offerti, ma se sia sicuro esporsi per una scadenza di 6 anni con tassi che difficilmente potranno ridursi ulteriormente.

L’alternativa è attendere investendo in base al profilo di rischio o in:

  • strumenti a breve come conti deposito o polizze vita di ramo I con bassi costi (in attesa dei risultati annuali che pubblicherò a novembre con le migliori polizze in cui investire per il 2015)
  • oppure in strumenti più rischiosi come azioni (anche tramite ETF, soprattutto sui mercati emergenti e americani), obbligazioni ad alto rendimento, subordinate o in valuta estera.
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