La nuova promozione Bonus Trade Republic promette fino a 500€ in azioni frazionate per i nuovi clienti. Un’operazione di marketing aggressiva che sta spostando capitali verso il broker tedesco, ora ufficialmente sostituto d’imposta in Italia (Regime Amministrato).
Tuttavia, per l’investitore consapevole, la domanda non è “quale azione riceverò?”, ma “come dovrò dichiararla?”. Se pensi che il 26% di capital gain sia l’unica tassa di cui preoccuparti, potresti commettere un errore costoso.
1. Natura Fiscale del Bonus: Non è Capital Gain
La maggior parte degli investitori commette l’errore di considerare l’azione omaggio come un guadagno finanziario standard. Non è così.
Secondo l’Art. 67, comma 1, lett. l) del TUIR, i premi derivanti da operazioni promozionali (come l’apertura di un conto o il “porta un amico”) sono classificati come Redditi Diversi derivanti da obblighi di fare, non fare o permettere.
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Tassazione: Non si applica l’imposta sostitutiva del 26%.
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Aliquota: Il valore del bonus concorre alla formazione del reddito complessivo ed è tassato secondo le aliquote IRPEF progressive (dal 23% al 43%).
2. Il “Modello BBVA” vs. Trade Republic: Il rischio Certificazione Unica
Per capire la criticità, dobbiamo guardare a chi ha già tracciato la strada: BBVA.
Quando BBVA ha lanciato i suoi bonus in Italia, ha agito come un sostituto d’imposta perfetto:
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Ha applicato una ritenuta d’acconto al momento dell’erogazione.
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Ha inviato ai clienti (e all’Agenzia delle Entrate) una Certificazione Unica (CU).
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Il dato è confluito automaticamente nel 730 Precompilato (Quadro D o RL).
Il rischio con Trade Republic? Nonostante il passaggio al regime amministrato da gennaio 2025, non è ancora chiaro se TR gestirà i bonus con la stessa precisione. Se TR si limita ad accreditare le azioni senza emettere una CU, l’onere della prova e della dichiarazione ricade interamente su di te. Senza CU, il dato non apparirà nella precompilata, e l’omissione nel Quadro RL potrebbe innescare accertamenti automatizzati.
3. Doppia Imposizione e Prezzo di Carico (PMC)
Un altro aspetto tecnico fondamentale riguarda la vendita futura dei titoli ricevuti in regalo.
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Scenario Corretto: Ricevi 100€ in azioni. Dichiari 100€ nel Quadro RL e paghi l’IRPEF. Quei 100€ diventano il tuo Prezzo Medio di Carico. Se vendi a 120€, pagherai il 26% solo sui 20€ di plusvalenza.
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Scenario di Errore (PMC a zero): Se non dichiari il bonus e il broker non “fiscalizza” l’ingresso, potresti ritrovarti con un PMC di 0€. Al momento della vendita a 120€, pagheresti il 26% su tutto l’importo, subendo di fatto una sanzione occulta per mancata dichiarazione del reddito iniziale.
4. Checklist per l’Investitore Evoluto
Se hai attivato o stai per attivare il Bonus Trade Republic, ecco la strategia di gestione del rischio:
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Monitoraggio Contabile: Scarica immediatamente la conferma d’ordine dell’azione omaggio. Ti serve per certificare il valore di mercato al momento del “carico”.
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Verifica della Ritenuta: Controlla se sul tuo estratto conto TR appare una trattenuta fiscale contestuale all’accredito del bonus.
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Attesa Certificazione Unica: A marzo, verifica nell’area riservata di TR la presenza della CU. Se manca, preparati a integrare manualmente il modello Redditi/730.
Il bonus Trade Republic è un ottimo incentivo, ma la sua efficienza fiscale dipende dalla tua dichiarazione. Mentre il capital gain è gestito dal regime amministrato, il “welcome bonus” resta una partita che si gioca sul campo dell’IRPEF. Ignorarlo significa esporsi a sanzioni che possono superare il valore del bonus stesso.
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