Perché la crescita degli ETF “di comodo” può danneggiare il tuo portafoglio — l’analisi chiara di Ben Felix (Common Sense Investing).
ETF: non tutti sono uguali. La nuova sfida per gli investitori
Negli ultimi anni gli ETF (Exchange-Traded Fund) sono diventati strumenti d’investimento quasi sinonimo di semplicità e basso costo. Per decenni, l’idea di investire tramite ETF indicizzati ha aiutato migliaia di persone a costruire ricchezza in modo efficiente e a basso costo grazie alla diversificazione e alle basse commissioni, come storicamente insegna l’approccio passivo.
Tuttavia, nel video uscito recentemente sul suo canale YouTube, Ben Felix, noto portfolio manager e creatore di Common Sense Investing, mette in guardia gli investitori dal fenomeno che definisce “ETF slop”.
Cos’è l’“ETF slop”?
Secondo Felix, nonostante la popolarità degli ETF tradizionali, l’industria del risparmio gestito sta lanciando ogni anno centinaia di nuovi ETF che non sono progettati per migliorare gli esiti degli investitori, ma per attrarre asset e commissioni.
Questi fondi:
- Non replicano indici ampi di mercato, ma spesso si concentrano su settori iper-specializzati o temi di moda;
- Non offrono necessariamente valore aggiunto rispetto a un ETF di mercato totale;
- Possono avere commissioni più alte di quanto giustifichino (anche se molti ETF promuovono costi bassi, non tutti lo sono realmente).
In parole semplici, sono ETF creati più per vendere che per investire bene — e Felix li chiama appunto slop (spazzatura, confusione).
Perché questo è un problema per gli investitori medi
Molti investitori, soprattutto chi si avvicina al mercato per la prima volta, vedono “ETF” e pensano automaticamente a:
✅ diversificazione
✅ basso costo
✅ gestione passiva
Ma quando questi strumenti sono sempre più numerosi e specializzati, rischiano di:
- cannibalizzare i rendimenti reali del portafoglio;
- distrarre dall’obiettivo principale: possedere una quota dell’intero mercato a costi contenuti;
- fraintendere la differenza tra costi e valore reale.
Questa proliferazione può generare confusione, spingere gli investitori verso prodotti che sembrano sofisticati ma non migliorano le probabilità di guadagno, e soprattutto, diluisce l’efficacia dell’approccio passivo.
La soluzione secondo Ben Felix
Felix ribadisce un concetto semplice ma potente:
👉 Non tutti gli ETF sono uguali.
👉 Gli ETF intelligenti sono quelli con ampio indice di mercato e costi bassi.
La strategia più solida per la maggior parte degli investitori resta:
- ETF di mercato ampio, come total market o S&P 500;
- Bassi costi di gestione (MER);
- Una visione di lungo periodo, senza rincorrere ETF tematici o di nicchia solo perché “suonano bene”.
ETF sì, ma con criterio
Gli ETF hanno rivoluzionato l’universo degli investimenti retail offrendo strumenti economici e diversificati. Tuttavia, come insegna Ben Felix nel suo video, la qualità conta più della quantità.
Prima di acquistare un ETF, chiediti sempre:
🔹 Questo fondo segue un indice ampio o è ultra-specializzato?
🔹 Ha senso per la mia strategia di lungo termine?
🔹 Le commissioni sono davvero basse rispetto al valore offerto?
Ignorare questi aspetti può portare a comprare “slop” invece di crescita reale.
Vuoi iniziare a investire in autonomia o capire meglio cosa ti viene proposto dal promotore finanziario o dall’impiegato in banca? Leggi Impara a Investire come i Guru.