Come investire dopo l’accordo europeo?

Venerdì scorso i mercati finanziari hanno festeggiato l’accordo notturno tra i paesi europei. La borsa di Milano è salita di circa il 6,5%, lo spread Btp-Bund si è ridotto di circa 40 punti.

I mercati hanno festeggiato l’intesa raggiunta, l’euforia è giustificata anche dal fatto che le previsioni erano pessimistiche dopo alcune dichiarazioni arrivate dalla Germania.

 

Le decisioni del summit europeo

Dal vertice europeo sono scaturite quattro linee di interventi:

  1. scudo antispread: i fondi europei potranno essere utilizzati per acquistare i titoli di stato sul mercato
  2. unione bancaria: sorveglianza affidata alla BCE ,il fondo di stabilità europeo potrà rifinanziare direttamente le banche a determinate condizioni
  3. unione economica: verrà fissata una road map per rafforzare l’integrazione europea e arrivare ad un unione di bilancio
  4. pacchetto crescita: 120 miliardi finalizzati alla crescita economica

Non si sono invece prese decisioni in merito all’aumento dei fondi europei e agli eurobonds.

 

Problemi risolti?

L’accordo segna sicuramente dei passi avanti soprattutto per la stabilità del sistema bancario, ora meno vincolato dall’andamento dei titoli di stato.
Del resto l’unione bancaria è l’unico atto realizzabile a breve così come la vigilanza della BCE. Più lunga e tortuosa invece sarà la strada per un unione di bilancio che per ora vede solo impegni sulla carta.

Il primo limite è l’esiguità dei fondi di salvataggio europeo. Dopo il soccorso alle banche spagnole, a Grecia, Portogallo e Irlanda che avranno bisogno di un altro anno di sostegno, rimarranno solo la metà degli attuali fondi.
Una somma consistente ma insufficiente per far fronte ad un contagio a Italia e Spagna.

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Il problema principale rimane la crescita. I miliardi da stanziare non sono una garanzia. La situazione economica in Italia ed in Europa appare peggiore delle previsioni (probabilmente sarà rivisto al ribasso il dato di Pil del 2012, e anche nel 2013 ci sarà una crescita sotto zero).

Si spera che però ora l’Italia e le banche possano godere di condizioni di finanziamento migliori. Peccato che questa settimana l’Italia abbia in pratica terminato i collocamenti del primo semestre emettendo debito per 19 miliardi di euro a tassi record (BTp a 5 e 10 anni con rendimenti al 5,84% i quinquennali e al 6,19% i decennali).

La situazione economica quindi rimane preoccupante ma il quadro politico europeo è ora meno incerto e questo basta a risollevare i mercati. Difficile dire se e quanto durerà, bisognerà vedere se la roadmap sull’unione economica e fiscale verrà rispettata o ci troveremo davanti a nuovi stop.

Sul nostro paese poi pesa la prossima scadenza elettorale. Il Governo Monti sembra aver capito che la strada delle tasse non può essere più perseguita (anzi, forse si è ecceduto). Ma i tagli della spesa annunciati si potranno scontrare con le solite logiche elettorali dei partiti riducendone la portata. Più si avvicinerà la data delle elezioni italiane, più tornerà il deficit politico del nostro paese.

 

Dove investire

Anche per questi motivi occorre mantenere una logica prudente di breve periodo:

  • liquidità su conti deposito ad alto rendimento come YouBanking 4,25 o InMediolanum 4
  • mantenere le posizioni su obbligazioni e titoli di stato sfruttando eventualmente particolari situazioni di mercato. Eventualmente acquistare titoli legati all’inflazione qualora manchino nel tuo portafoglio
  • operare sulle azioni solo con logica di breve, mantenendo le posizioni. Eventualmente sfruttare i rialzi per riequilibrare il portafoglio azionario su titoli con maggiore potenzialità. Al piccolo risparmiatore consiglio comunque di operare solo tramite Etf diversificando per lo meno in area euro (non solo Italia) ed entrare sul mercato solo quando il trend sarà più delineato.
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