Un altro giro di giostra per i mercati azionari, il terzo consecutivo e l’ottavo nell’ultimo decennio. Il 2025, iniziato sotto il segno dell’incertezza, si conclude con un bilancio largamente positivo, superando le aspettative di analisti e operatori. In questo scenario, l’Italia brilla come non accadeva da oltre vent’anni.
L’Exploit di Piazza Affari e il Risveglio Europeo
Il 2025 passerà alla storia come l’anno del riscatto per il Vecchio Continente. Dopo anni di dominio incontrastato di Wall Street, le Borse europee hanno riconquistato la scena.
-
Piazza Affari: Con un guadagno del 31,5%, l’indice Ftse Mib è tornato sui massimi del 2001, segnando la miglior performance annuale dal 2000.
-
Madrid: La vera sorpresa dell’anno, con un rialzo che sfiora il 50%.
-
Francoforte e Londra: Performance solide rispettivamente del +23% e +21,6%.
-
Parigi: Più staccata (+10,6%), frenata da instabilità politiche e finanziarie interne.
Anche l’Asia ha partecipato alla festa, con il Nikkei di Tokyo che ha chiuso a +26%, spinto dalla ricerca degli investitori di asset alternativi al dollaro.
Il Ruolo di Wall Street e l’Effetto Trump
La prima parte del 2025 è stata segnata dal deprezzamento del dollaro (-12% nei confronti dell’euro) e dalle tensioni commerciali innescate dal reinsediamento di Donald Trump. Tuttavia, dalla primavera in poi, New York ha ripreso la leadership mondiale grazie alla narrativa sulle Big Tech e sull’Intelligenza Artificiale (AI).
Il Nasdaq (+21,5%) e lo S&P 500 (+17%) hanno toccato record storici, sebbene per gli investitori europei il guadagno sia stato mitigato dalla svalutazione del biglietto verde. Il dibattito a fine anno resta aperto: siamo di fronte a una nuova bolla speculativa simile a quella dei primi anni 2000 o l’AI giustifica tali valutazioni?
Lo Stato di Salute di Borsa Italiana
Nonostante i record, il listino milanese mostra luci e ombre. La capitalizzazione complessiva ha raggiunto i 1.044 miliardi di euro (il 47,3% del PIL), con scambi giornalieri ai massimi dalla crisi Lehman del 2008.
Tuttavia, il numero di società quotate è sceso a 411. Mentre il mercato principale vola, l’Euronext Growth Milan (dedicato alle PMI) ha registrato una vitalità nelle ammissioni (21 nuovi ingressi) ma una performance deludente (+8,6%) rispetto al listino principale.
| Indice | Performance 2025 |
| Ftse Mib (Italia) | +31,5% |
| Ibex 35 (Spagna) | ~50% |
| Nikkei 225 (Giappone) | +26% |
| Nasdaq (USA) | +21,5% |
| Ftse Italia Growth | +8,6% |
Previsioni 2026: Tra Ottimismo e Insidie
Cosa ci riserva il 2026? Le grandi case d’investimento formulano previsioni ancora “rosee”, ma l’asticella è posizionata molto in alto. Gli investitori dovranno monitorare tre fattori chiave:
-
Inflazione e Tassi: Nonostante il quadro globale sia meno drammatico, l’inflazione non appare ancora del tutto domata, condizionando le mosse delle banche centrali.
-
Debito Pubblico: La crescita inarrestabile dei debiti sovrani rimane un’incognita per la stabilità a lungo termine, specialmente per i paesi dell’Eurozona.
-
Rischio Geopolitico: Le politiche doganali USA e i conflitti in corso potrebbero generare improvvise ondate di volatilità.
Il 2025 è stato l’anno dell’euforia, ma il 2026 richiederà una selezione più attenta dei titoli (stock picking). L’Italia parte da una posizione di forza, ma la sfida sarà mantenere questi livelli di scambi e attrarre nuovi capitali sul mercato delle piccole e medie imprese.
Vuoi iniziare a investire in autonomia o imparare a valutare ciò che ti viene proposto dal promotore finanziario o dal gestore bancario? Leggi Impara a Investire come i Guru.