Le recenti elezioni in Francia hanno gettato il paese in una situazione di incertezza politica che potrebbe avere significative ripercussioni economiche. Con un panorama parlamentare frammentato e senza una chiara maggioranza, la Francia si trova ad affrontare sfide cruciali in un momento di crescente preoccupazione per il suo debito pubblico e la stabilità fiscale.
Debito pubblico in crescita
Il deficit francese nel 2023 si è attestato al 5,5% del PIL, con previsioni che indicano un valore superiore al 5% anche per l’anno in corso. Il rapporto debito/PIL, che prima della pandemia si manteneva sotto il 100%, ha subito un’impennata, raggiungendo oggi circa il 110%. Alcune proiezioni suggeriscono addirittura un possibile aumento al 130% entro il 2040. Con un mercato dei titoli di Stato di circa 2,5 trilioni di euro, uno dei più grandi in Europa, la situazione sta attirando l’attenzione degli investitori internazionali.
I mercati finanziari hanno reagito con nervosismo all’incertezza politica. Il rendimento dell’OAT decennale, il benchmark dei titoli di Stato francesi, ha mostrato una notevole volatilità nelle settimane precedenti e successive alle elezioni. Lo spread con il Bund tedesco ha registrato un aumento significativo, passando da 60 a oltre 80 punti base, prima di stabilizzarsi leggermente dopo il secondo turno elettorale.
Impatto politico sull’economia
L’attuale scenario parlamentare, con nessun partito che ha ottenuto la maggioranza assoluta, complica notevolmente la definizione delle politiche economiche. L’alleanza di sinistra è emersa come il blocco più consistente, seguita dall’alleanza presidenziale e dall’estrema destra. Questa frammentazione potrebbe ostacolare l’attuazione di riforme economiche e fiscali necessarie.
Prospettive e rischi
S&P Global Ratings ha recentemente abbassato il rating della Francia da ‘AA’ a ‘AA-‘, sottolineando l’importanza dell’approccio del prossimo governo in materia di finanze pubbliche e riforme economiche. L’agenzia mantiene un outlook stabile, basato sull’aspettativa di un’accelerazione della crescita economica e di un consolidamento del bilancio. Tuttavia, persistono dubbi sulla capacità di ridurre significativamente l’elevato rapporto debito/PIL.
Il bilancio 2025, la cui presentazione al Parlamento è prevista per ottobre, sarà un indicatore chiave della volontà e della capacità del nuovo governo di affrontare il deficit di bilancio e di allinearsi alle regole fiscali dell’UE. Un eventuale cambio di outlook da parte delle agenzie di rating, da stabile a negativo, potrebbe avere gravi ripercussioni sui mercati, non solo in Francia ma in tutta l’Eurozona.
La Francia si trova quindi a un bivio critico. La capacità di formare un governo stabile e di implementare politiche economiche efficaci sarà fondamentale per ristabilire la fiducia degli investitori e garantire la stabilità finanziaria del paese. Le prossime settimane e mesi saranno cruciali per determinare la direzione economica della Francia e il suo ruolo nell’economia europea.