Perché conto Esagon offre tassi così alti

Quanto sono sicuri i conti deposito di Esagon e di altre piccole banche?

Con i tassi di interesse al minimo storico, e addirittura negativi pure su Bot e Btp a breve termine, diventa sempre più difficile per il risparmiatore medio italiano, tipicamente molto prudente e conservativo, investire i soldi. Non a caso mai come oggi i conti correnti degli italiani sono pieni di liquidità. Soldi lasciati in parcheggio in attesa di opportunità migliori. E’ certamente una soluzione preferibile alle attuali proposte delle banche italiane che, come avvoltoi, spingono verso polizze vita o fondi di investimento con alte commissioni e rendimenti dubbi (e comunque inferiori al mercato, come dimostrano le numerose ricerche di Mediobanca e di altre istituzioni).

Anche in passato i conti di deposito (specie quelli online) hanno supplito all’offerta delle banche, concedendo rendimenti generosi. E oggi?

Se in passato erano i pionieri di Internet, come Conto Arancio di Ing o Che Banca ha proporre conti deposito ad alto rendimento, oggi sono per lo più piccole banche sconosciute. Mentre Ing e Mediobanca (a cui fa capo CheBanca) sono realtà solide e conosciute negli ambienti finanziari e quindi non destavano particolari dubbi nei risparmiatori, è ovvio che invece qualche domanda ce la si faccia quando si sentono proposte generose da banche piccole o addirittura nuove. Conviene fidarsi? E sulla base di quali criteri scegliere?

 

Come scegliere un conto deposito

E’ ovvio che il primo elemento da tenere in considerazione è il tasso di interesse offerto. Ma il rendimento del deposito è solo il primo indicatore che ci permette di mettere in ordine le proposte attuali sul mercato.

Occorre infatti poi passare ad analizzare la solidità e la sicurezza della banca offerente. E’ infatti una legge del mercato il fatto che a maggior rendimento corrisponde maggior rischio. Per i conti deposito non sempre è così, ma occorre studiarli. Occorre in particolare capire perché la banca offre rendimenti più alti rispetto a banche più grandi e conosciute.

In un sistema bancario come quello attuale, “drogato” dalla BCE, questo può non essere strano. Le grandi banche infatti non hanno bisogno di liquidità, la possono ricavare vendendo titoli alla Bce. Diverso il caso di piccole banche che operano invece prevalentemente nell’ambito del credito alle aziende. Queste non detengono in genere titoli da rivendere alla Bce. Il loro business infatti non raccoglie denaro per investirlo in titoli, bensì per finanziare aziende (spesso medio piccole) o addirittura in certi casi acquisire crediti aziendali deteriorati.

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La differenza del tasso di interesse può quindi essere semplicemente giustificata dal business sottostante e dalla necessità di acquisire liquidità da un sistema che,  per chi non può accedere ai fondi della Bce, non offre molte alternative.

E’ per questa ragione che oggi realtà come Banca Ifis (Rendimax), Banca Sistema, Credito Fondiario (Conto deposito Esagon) o Banca Progetto (conto Progetto) possono offrire tassi di rendimento superiori al mercato.

Premesso questo: queste alternative sono tutte valide? Per capirlo occorre analizzare la trasparenza dei conti, l’andamento (utile e ricavi) dell’attività tradizionale di queste banche e la solidità calcolata tramite gli indici di bilancio. Senza entrare troppo nel tecnico, a parte Banca Progetto (su cui si hanno pochi dati a disposizione), le altre banche appaiono affidabili (anche se occorre seguire le regole della diversificazione non superando mai il limite di 100.000 euro protetto dal fondo di tutela dei depositi interbancari).

Conto Esagon

Definito questo quindi torniamo a confrontare i nostri conti di deposito sulla base del rendimento.

In questo momento la migliore soluzione è Conto Esagon che ha rinnovato l’offerta di inizio anno:

tassi conto esagon

  • Vincolo a 12 mesi: 1,50% (1,11% al netto della ritenuta fiscale del 26%)
  • Vincolo a 18 mesi: 1,90% ( 1,4% netto)
  • Vincolo a 24 mesi: 2,25% (1,66% netto)
  • Vincolo a 36 mesi: 2,50% (1,85% netto)
  • Vincolo a 48 mesi 2,75% (2% netto)
  • Vincolo a 60 mesi 3,00% (2,22% netto)
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