Obbligazioni IMI in dollari australiani e corona norvegese

Le tensioni sui tassi di interesse dei mercati emergenti, generate dall’approssimarsi del tapering americano, si fanno sentire anche sui nuovi collocamenti obbligazionari. Le valute emergenti, erano infatti fino a poco fa l’unico comparto in grado di poter apportare benefici sul fronte dei rendimenti di mercato in un periodo di tassi ai minimi. Ma oggi il rischio valuta non sembra più così sostenibile anche alla luce dei recenti aumenti dei tassi di interesse in vari paesi e al pericolo argentino.

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Coerente al nuovo quadro internazionale, Banca Imi ha collocato il 30 gennaio sul MOT e EuroTLX due nuove obbligazioni della serie Collezione a tasso fisso in valute estere:

  1. Collezione Tasso Fisso Dollaro Australiano Opera II (Isin IT0004990161)
  2. Collezione Tasso Fisso Corona Norvegese Opera II (Isin IT0004990310),


Entrambi i bond hanno scadenza a 5 anni  (28 gennaio 2019). La serie Collezione di Imi consente di ottenere buoni rendimenti ma assumendosi il rischio cambio. E’ evidente che il rafforzamento dell’euro contro la valuta estera va a limare il rendimento, limatura che può anche portare ad una perdita in conto capitale. Viceversa la svalutazione dell’euro si tramuta in un extra-rendimento per l’investitore.

 

Obbligazione Imi in Dollari Australiani

Il titoli in dollari australiani è stato collocato al prezzo di 99,74 e offre una cedola annua lorda del 5,20%. Importo minimo 2.000 dollari australiani pari a circa 1.340 euro.

Come detto in premessa, visto la crisi dei paesi emergenti, in  questo periodo sono diverse le offerte di obbligazioni in dollari australiani. La valuta infatti è ancora una delle poche che consente alti rendimenti facciali. Ma quali prospettive ci sono per l’Australia? Convengono queste obbligazioni?

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Per capirlo guardiamo al recente passato. Non si tratta infatti della prima emissione in questa valuta da parte di Banca Imi. La scorsa estate infatti era stato collocato un titolo analogo ma con cedola al 6,40% (Isin IT0004938269). Grazie alla cedola il collocamento era andato molto bene, anche perché la valuta australiana negli ultimi anni aveva rappresentato una via di fuga dall’euro e dal dollaro.  Peccato che allora  il cambio Eur/ Aud era a 1,40 mentre ora sia sopra 1,50. Una perdita di circa il 7% in un semestre che ha di fatto portato il rendimento del titolo in territorio negativo.

La nuova obbligazione offre ben 120 punti meno della precedente. E soprattutto le previsioni sono ancora negative sul dollaro australiano visto dai più a 1,60 contro l’euro a causa sia del rallentamento della crescita economica australiana sia della riduzione degli stimoli monetari della Fed.

Ai corsi attuali il titolo rende il 5,31% lordo. Simulando una svalutazione del dollaro del 10% (1,6655) contro l’euro il rendimento scenderebbe al 3,37% lordo, viceversa salirebbe al 7,2% lordo.

 

Collezione IMI in corone norvegesi

Il bond in corone norvegesi propone una cedola lorda del 3,55%, taglio minimo 15.000 NOK pari a circa 1.830 euro. Questo titolo ha molti punti in comune con il precedente:

  • è la seconda obbligazione in questa valuta proposta da Banca Imi, anche in questo caso con un deciso calo dei rendimenti visto che la precedente offriva il 4,5%
  • la corona è stata negli ultimi anni una moneta rifugio per chi fuggiva dalle pressioni sull’euro e Eurolandia, ma ora il trend sembra decisamente cambiato
  • la Norvegia, come l’Australia, ha un’economia solida che si basa soprattutto sulle commodity (materie prime), in particolare il petrolio
Il rischio valuta, come nel precedente caso,  è quindi molto alto. Il cambio Eur / Nok dai minimi a quota 7,26 toccati ad agosto 2012 è risalito a oltre 8,5.  Alle quotazioni attuali l’obbligazione ha un rendimento lordo del 3,56%. Anche in questo caso, per valutare l’impatto del cambio sul rendimento simuliamo una svalutazione della corona del 10% che porterà il rendimento all’1,63%, e viceversa al 5,73%.
Prima di investire in questi bond quindi è utile verificare il trend delle valute visto l’impatto che potrà avere sul rendimento finale.
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