Obbligazioni Grecia swap dal 22 febbraio?

E’ arrivata in serata la notizia che potrebbe segnare la svolta per i possessori di obbligazioni greche, purtroppo non positiva.

Sembra infatti si sia giunti ad un accordo che escluderà la partecipazione della Banca Centrale Europea alle perdite. In pratica nel weekend avverrà uno swap riservato alla BCE che offrirà i propri bond ellenici in cambio di nuovi titoli che saranno esentati dalla clausola di azione collettiva. In tal modo la BCE sarà esclusa anche in caso di swap obbligatorio.
Si stima che la Banca Centrale Europea detenga circa 48-50 miliardi di euro acquistati però ad un valore medio di 66-70. Dallo scambio quindi la BCE avrà un utile (circa 15 miliardi di euro) che saranno distribuiti alle singole banche centrali che a loro volta li distribuiranno ai loro governi.

Questo accordo spiana la strada, dopo gli ulteriori impegni presi dalla Grecia, agli aiuti europei di circa 130 miliardi. La decisione sugli aiuti dovrebbe essere presa lunedì 20 febbraio.

 

Swap obbligazioni greche, CAC e CDS

Tra il 22 febbraio e il 9 marzo (massimo 16 marzo in caso di slittamento) dovrebbe esserci l’offerta di scambio su basi volontaria dei bond ellenici. L’offerta prevede di ricevere in cambio di ogni obbligazione dal valore nominale di 100, 15 euro in contanti (grazie al fondo europeo) e circa 30 in nuovi titoli a 30 anni ad un tasso ancora da definire (si parla di 3,75%, sembra comunque sicuro sotto il 4%). Considerando le quotazioni del nuovo titolo si stima un taglio di almeno il 70% del valore nominale.

L’obiettivo dello swap è un recupero di almeno 100 miliardi di euro, altrimenti verranno esercitate le clausole di azione collettiva (CAC) che prevedono uno swap obbligatorio per tutti i detentori di obbligazioni greche (esclusa la BCE che come abbiamo visto sarà esentata).

In questo momento le stime sono ben lontane da 100 miliardi, è quindi probabile l’esercizio delle CAC. In tale situazione anche i piccoli investitori (retail) detentori di bond grechi saranno costretti allo scambio. E questo swap potrebbe anche essere più penalizzante di quello volontario in quanto potrebbe essere esclusa la quota in contanti del Fondo Europeo. Si riducono quindi le speranze per gli investitori retail e si va verso un fallimento “ordinato” della Grecia.

Resta il dubbio, in caso di esercizio delle CAC, se tale fallimento sarà anche ufficializzato facendo scattare il pagamento dei Credit Default Swap (CDS). In caso di declassamento del rating greco a D (default) è probabile che l’ISDA (International Swaps and Derivatives Association) certifichi l’evento creditizio attivando il pagamento dei CDS.

Se questo fosse l’esito i debitori più penalizzati sarebbero paradossalmente gli investitori retail, gli unici a non avere un’ancora di salvezza. Lo scenario infatti prevede:

  • la BCE si salva dallo swap ed evita le perdite
  • le banche europee portano a casa le perdite (già in larga misura contabilizzate nei loro bilanci) ma allo stesso tempo ricevono i finanziamenti dalla BCE a tasso agevolato (di cui è prevista una seconda tranche a fine mese)
  • gli Hedge Funds sono sottoposti al taglio ma incassano i CDS
  • le banche americane pagano i CDS ma ricevono liquidità dalla Fed tramite il Quantitative Easing
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